Monday, November 20, 2006

ATP Masters Cup, 2006: Federer contro Federer

I numeri di Federer nella stagione 2006 li conoscono un po’ tutti gli appassionati: 12 titoli, oltre 8 milioni di dollari accumulati in soli montepremi, un bilancio di 92 vittorie e 5 sconfitte (di cui 4 per mano di Rafael Nadal). Una “messe” impressionante, che induce a paragoni con i piu’ grandi della storia, leggi i vari Sampras, Lendl, Borg, Mac, Becker e via dicendo.
La finale della Masters Cup di Shangai puo’ esser tranquillamente definita un assolo di colui che, a detta di molti, è il piu’ grande tennista di tutti i tempi. Un assolo nel corso del quale lo svizzero ha concesso sette game in tre set all’avversario, chiudendo la partita in poco piu’ di 90 minuti, giocando il piu’ bel tennis dell’anno. Un assolo iniziato con un ace e concluso con un servizio vincente. Lo score di 41 vincenti “rollati” dal numero uno al mondo è soltanto un’arida espressione numerica della bellezza di alcuni gesti tecnici ad elevato tasso di difficolta’, per non dire umanamente semi-impossibili: rasoiate in accelerazione giocate in corsa, risposte vincenti di rovescio anomalo (inside-out), ace in serie, il tutto realizzato a velocita’ supersonica ma con il solito aplomb, senza scomporsi piu’ di tanto.
Durante la cerimonia di premiazione, il Presidente dell’Atp, il sudafricano Etienne De Villiers, ex top manager Disney, paragona Roger al protagonista di uno dei classici del cinema di animazione prodotto dalla...Disney per l’appunto. De Villiers equipara lo svizzero al “Re Leone”, e, indirettamente, il circuito pro agli animali della foresta di cui Roger sarebbe sovrano indiscusso. A parte i riflessi drammatici del paragone (Re Leone è qualcosa in piu’ di uno scontato cartone e contiene riferimenti alla morte e all’esperienza della morte) sui quali si opta di sorvolare, qui in “casa Pemulis” ci siamo posti una domanda, forse stupida, che sta diventando un vero e proprio tormentone: “Il Federer visto di recente si diverte a giocare in questo modo, contro questi avversari?”. Al banale quesito risponde lo stesso Federer, che afferma:”Credo di non poter giocare meglio di come ho giocato contro Blake, a volte mi veniva da sorridere per come stessi giocando...ho sorpreso perfino me stesso”. Preso atto di questa risposta, proviamo a ridefinire la questione: “La superiorità schiacciante diverte chi è superiore?”. Posta in questi termini, la domanda è forse meno insulsa e, in un certo senso, allude e richiama l’essenza del tennis. Chi è il vero avversario da superare? Se stessi o l’atleta che è dall’altra parte della rete? In casa Pem siamo sempre piu’ convinti che il vero avversario del giocatore è il giocatore stesso. Nel caso specifico, Federer contro Federer; l’avversario di turno, per dirla alla David Foster Wallace, non è altro che “il partner nella danza, il pretesto o l’occasione per incontrare l’IO”. La natura del tennis è autocompetitiva, a tutti i livelli, da Federer agli N.C. Si combatte con i propri limiti tecnici, fisici e mentali per migliorarsi, e si migliora trascendendo i suddetti confini. L’avversario e’ la scintilla che mette in atto l’autocompetizione: a volte puo’ evidenziare, altre volte puo’ mascherare le lacune personali. Ma non si scappa: nel tennis, come nella quasi totalita’ degli sport individuali, l’avversario, il nemico se vogliamo, è l’IO, la solita “bestiaccia nera” con cui fare i conti in ogni contesto competitivo. Per questi motivi Roger Federer può esser divertito e sbalordito da sè stesso all’opera per superare sè stesso, anche quando - sul 6-0 6-3 5-2 - va a servire per il match nella finale del Masters di Shangai. In questo caso Federer ha sbaragliato Federer, dando connotati nuovi alla Perfezione, e tracciando una linea di confine siderale con cui fare i conti nel futuro.

Friday, November 17, 2006

WTA: I video della stagione 2006 (parte prima)

Eccoci al “banchetto” di fine stagione, è l’ora della grande abbuffata, ci si sazia a dovere, ma non s’ingrassa di un etto. La ricetta? Pem vi presenta il meglio del meglio dei match disputati nel circuito professionistico WTA. Per comodita’ ha suddiviso la stagione in quattro parti: la prima parte va dall’avvio fino al Torneo di Miami; la seconda parte muove da Amelia Island fino a Eastbourne; la terza parte parte prosegue da Wimbledon a Flushing Meadows; l’ultima parte scivola da Pechino al Masters di Madrid. Gli Highlights dei match degni di essere riguardati sono numerosi, i criteri adottati per la selezione sono piu’ d’uno: la maggior parte dei titoli e’ costituita da partite altamente spettacolari e giocate punto a punto; in alcuni casi si e’ cercato di isolare la miglior prestazione della stagione per un’atleta (ad es. la Hantuchova che liquida con un 6-4 6-2 Svetlana Kuznetsova a Zurigo o la Jankovic che spazza via la Dementieva nei QF dello US Open; la stessa Dementieva che da’ una lezione di tennis a Maria sul cemento di Los Angeles; e così via); in altri casi, infine, si e’ voluto dare spazio – prescindendo dalla spettacolarita’ della gara - a giocatrici giovani e interessanti come Aravane Rezai o Aga Radwanska. Pem non avrebbe mai proposto il video contenente i drammatici momenti del grave infortunio subito da Mary Pierce a Linz, ma gli e’ stato richiesto ed ha deciso di metterlo a disposizione, per le persone piu’ temprate alle forti emozioni. Bando agli sproloqui, eccovi la lista dei titoli (titoli, come titoli di un film) relativi alla quarta sezione della stagione:
WTA Masters 2006, Madrid Finale di Doppio - Lisa Raymond/Samantha Stosur vs Cara Black/Rennae Stubbs: le fasi finali del match; gli highlights. SF Amélie Mauresmo vs Kim Clijsters: highlights; avvio del terzo set. RR1 Martina Hingis vs Justine Henin: la parte finale del secondo set (i piu’ bei punti in assoluto del Masters di Madrid); il passaggio a vuoto Henin nel secondo set. Hingis in conferenza stampa che parla dell’importanza della presenza di Radek a Madrid. Hasselt 2006 QF Aravane Rezai vs Vera Zvonareva: parte del primo set; highlights Linz 2006 QF Jelena Jankovic vs Nicole Vaidisova: highlights; allungo di Jelena alla fine del primo set; R2 Mary Pierce vs Vera Zvonareva: i momenti drammatici di Mary Zurigo 2006 SF Svetlana Kuznetsova vs Daniela Hantuchova: highlights; il matchpoint Mosca 2006 Finale: Nadia Petrova vs Anna Chakvetadze: Anna serve per il match; highlights. SF - Nadia Petrova vs Nicole Vaidisova: highlights Stoccarda 2006: SF Tatiana Golovin vs Patty Schnyder: highlights; Tatiana showcase nel primo set Lussemburgo 2006 SF- Francesca Schiavone vs Agnieszka Radwanska: highlights; Pechino 2006 SF - Amelie Mauresmo vs Jelena Jankovic: highlights; un paio di game del secondo set.

Thursday, November 16, 2006

ATP Masters Cup, 2006: lo strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde.

Il Gruppo Rosso, detto anche “Gruppo della Morte”, emette il suo verdetto: Federer e Nalbandian in semifinale, Roddick e Ljubicic a casa. Sara’ pertanto il pingue argentino a sfidare James Blake per un posto nella finale di Shangai. Sembrava spacciato il sudamericano, eppure batte nettamente Andy Roddick in due set. O meglio: vince nettamente contro il lontano parente del “fighter” che 48 ore prima si era procurato 3 match point contro Roger Federer. Un Andy Roddick a due facce, involontario protagonista del remake tennistico dello “strano caso del dr. Jekyll e mr. Hyde”. Tanto solido, reattivo, sostanzialmente ingiocabile sul proprio servizio il Roddick visto contro lo svizzero superstar; quanto scialbo, inconcludente, arrendevole il giocatore visto in campo oggi. Assistendo al match si avverte la sensazione netta che l’americano, quando non “rolla” un ace (18 e’ lo score di oggi), non sappia cosa fare e non esca “vivo” dallo scambio. Una sorta di alter ego di Ivo Karlovic. In effetti, se scorporiamo gli ace dai punti ricavati con il proprio servizio e analizziamo solo gli scambi, il quadro che emerge e’ impietoso: 18 punti su 34 con la prima e 5 punti su 17 con la seconda. Grazie a Dio che lo yankie mette in campo il 75% di prime, evitando cosi’ il salasso. La sconfitta subita ha anche l’aggravante: nel secondo set Nalbandian concede all’americano una chance di rientrare in partita, subendo il break quando va a servire per il match. Ma Roddick getta alle ortiche la grossa opportunita’, perdendo l’ennesimo tiebreak (A-Rod ha perso 10 degli ultimi t.b. giocati) ed uscendo definitivamente di scena dal Masters di Shangai. Quanto all’argentino, con oltre 30 vincenti ha surclassato l’avversario negli scambi, “mitragliandolo” di passanti tutte le volte che ha provato a prender la rete.
Nel secondo match di singolare in programma, Federer ha confermato di essere un gran professionista, serio, per niente calcolatore, corretto ai limiti dell’autolesionismo: se avesse perso da Ljubo, infatti, avrebbe in un sol colpo eliminato dal Torneo la sua “bestia nera” Nalbandian ed evitato un’eventuale semifinale contro Nadal.
Ma i colpi di scena non finiscono qui, perche’ nel doppio i fratelli Brian si fanno “uccellare” dal caldissimo duo Hanley/Ullyett, sinora imbattuto dopo 3 match giocati, subendo l’onta dell’eliminazione nel round-robin del Gruppo Rosso. Una previsione tutto sommato plausibile: A-Rod & “The Brians” domani potrebbero viaggiare sullo stesso aereo. Gran brutta storia per il tennis americano, da poco orfano di Andre Agassi. E meno male che c’e’ Blake a tener vive le speranze!

Wednesday, November 15, 2006

Lo humour di Maria.

Maria Sharapova, archiviata quella che in termini di risultati è la sua migliore stagione in carriera, e’ ufficialmente in vacanza su un’isola deserta. Lo apprendiamo dal suo sito, che riceve decine di migliaia di hits giornalieri; un sito tutto sommato ben fatto e curato dalla IMG, che nasce con l’idea di presentare Maria sotto una luce nuova. Il ritratto che emerge dal sito ufficiale non è quello della solita lottatrice indomita, algida e scontrosa, concentrata solo sul match, con in testa un solo obiettivo che è quello di annientare le avversarie. Maria si presenta come una ragazza semplice, a tratti banale, che ha avuto la fortuna/opportunita’ di realizzare i suoi sogni, una teenager che adora la famiglia, coltiva amicizie (rigorosamente fuori dal circuito), ascolta musica pop (adora Nelly Furtado e Justin Timberlake) e non esita a mostrare l’ironia tipica degli anglosassoni. A proposito di humour, Pemulis vi riporta una freddura di Maria, che lo lasciato letteralmente esterrefatto. In realta’ si tratta di una contro-battuta (leggi:risposta) ad una spiritosaggine di Michael Joyce, suo sparring partner recentemente elevato a rango di coach.
Mike sostiene che “le ragazze sono come i treni della metropolitana, cioè vanno e vengono ogni cinque minuti” e Maria prontamente replica (con un vincente?): “i ragazzi sono come i posti macchina all’interno di un parcheggio (n.d.r.: preso d’assalto dalle auto): o sono occupati oppure sono handicappati”. Ogni riferimento alla realta’ e’ puramente casuale? Ragazzi, questa e’ Maria. Prendere o lasciare. Pem la prende, con tutto il suo corollario di freddure glaciali. E voi?

Roger Federer vs Andy Roddick Shanghai 2006: a proposito di spettacolo...

Vi rircordate il post in cui Pem ha disquisito sullo spettacolo e sulla possibilita’ che vi sia spettacolo senza equilibrio? Ebbene, il match tra Federer ed A-Rod nel RR della Master Cup di Shangai mette d’accordo tutti sotto ogni punto di vista: punti da antologia, una vera e propria danza sul campo, ma anche tanta potenza e tanta energia, un tie-break da infarto, 3 match point sperperati dall’americano, il numero al mondo che vince facendo tre punti in piu dell’avversario, 109 contro 106. Il tutto in 2 ore e mezzo di spettacolo. Il suono “il flebile, triste suono tipo tappo-di-champagne-stappato di tante palle colpite a decine” si tramuta presto nelle frequenze emesse da uno stradivari...e’ la puntuale riconferma dell’assioma secondo cui il tennis è show per definizione, puo’ essere noioso certo, ma per demeriti degli interpreti, il gioco in se’ è un tuttuno con lo spettacolo. Una nota finale sull’equilibrio, sulle forze contrapposte che si annullano: 16 turni di servizio a testa, 1 break per parte, quattro palle break concesse dallo svizzero, contro le sette concesse dall’americano. 7 meno 4 fa 3, quei benedetti (o maledetti, a seconda del punto di vista) tre punti a far la differenza.
Un link che vale tanto oro quanti sono i kilobyte di dowload: Roger Federer vs Andy Roddick Shanghai 2006

SEC, Madrid 2006: pillole di statistica.

Le statistiche nel Tennis non sempre forniscono messaggi interessanti. Spesso sono ridondanti, quando non sono fuorvianti. Nel caso del Master di Madrid, Pem ha provato ad analizzare le statistiche del Torneo, con focus su 4 delle 8 protagoniste. La piu' deludente: Elena Dementieva. La rivelazione: Martina Hingis. La favorita sulla carta (che nello sport in genere non vince mai): Maria Sharapova. La vincitrice: Justine Henin.
Sulla Dementieva si rischia di esser ripetitivi: il problema non e’ tanto nei 31 doppi falli in 27 turni di servizio (dato complessivo), ma quanto nei punti giocati, la sua esangue rimessa in gioco concede troppi vantaggi alle avversarie, e per fortuna che – da combattente qual e’ – la russa riesce ad annullare 25 palle break su un totale di 40 p.b. concesse (ne concede mediamente 1,5 per ogni game di servizio). Gioca bene sulla seconda delle avversarie, ma non basta.
Martina Hingis nel complesso ha servito decentemente (tenendo conto anche che nel RR ha affrontato le future finaliste del torneo), ricavando piu’ del 50% dei punti disponibili sul proprio servizio (considerando sia la prima sia la seconda palla), mettendo a segno 8 ace in 3 match, che sembrano una miseria ma la Sharapova, non una qualsiasi, ne ha totalizzati 11 giocando in pratica lo stesso numero di game. Apprezzabile la performance dell’elvetica nei turni di risposta: ha percentuali non troppo distanti da quelle della Henin, ed e’ stata molto efficace nei punti importanti, trasformando ben 15 delle 29 palle break (il 52%) che ha avuto a disposizione nel torneo.
Dai numeri di Maria Sharapova si evince che il rendimento della sua seconda di servizio e’ stato abbastanza modesto: con la seconda ha incamerato solo il 46% dei punti giocati. Maria, nel complesso, ha servito al di sotto del suo standard, e questo spiega le 25 palle break concesse in 36 turni di servizio.
Veniamo alle statistiche della vincitrice dei Championships: qualche doppio fallo di troppo (29 su 58 turni di servizio disputati), conseguenza del fatto che Justine tira sia la prima sia la seconda; ottimo e’, infatti, il rendimento della sua seconda di servizio (57% dei punti, una percentuale alla Roger Federer), una seconda lavorata spesso servita al corpo dell’avversaria. Ma il fattore chiave del successo di Justine è tutto racchiuso nella sua mirabolante risposta alla seconda delle sue opponenti, grazie alla quale totalizza il 57% dei punti disponibili e che le permette di ottenere ben 61 palle break nei 58 turni di risposta giocati.

Tuesday, November 14, 2006

ATP Masters Cup, Round-Robin: Shangai Surprise?

Chi ricorda la pellicola intitolata “Shangai Surprise”? Si, avete capito bene, Pem allude al film del 1986, un flop pazzesco, interpretato dagli allora coniugi Madonna Ciccone e Sean Penn, un lungometraggio nel quale, dopo una prima parte che è eufemistico definire barbosa, tutti fanno la guerra a tutti nel tentativo di metter le mani su un carico d’oppio trafugato. Pem ricorda nitidamente che il suo stato d’animo alla fine del film era tra l’incredulo e il sentirsi vittima di un subdolo raggiro. E continuava a rimuginare tra se’: ma dov’e’ “la sorpresa” in un film a dir poco stitico di autentici colpi di scena?
20 anni dopo, l’ambientazione e’ la medesima (Shangai nel frattempo e’ diventata la trasposizione tridimensionale dei progetti piu’ bizzarri degli architetti piu’ blasonati), lo spettacolo e’ di tipo sportivo, l’evento e’ di natura tennistica, la sfida e’ quella tra Nadal e Blake, l’epilogo e’ una netta affermazione dell’americano (piu’ evidente di quanto non dica lo score finale, che e’ comunque un 6-4 7-6), e Pem torna a porsi la stessa domanda di un tempo: dov’e’ la sorpresa in questo match? Braccio di ferro “Nadalito” che perde sul veloce? L’invitto eroe dei campi color terracotta che viene beffato da James Blake? La giovane icona sportiva del mondo ispanico che gioca l’intero match ben tre metri oltre la linea di fondocampo, nel tentativo di rimandare indietro tutto quello che e’ possibile rimandare? Niente di nuovo sul fronte, meglio: sulla trincea del majorchino. Anzi, forse qualcosa di nuovo c’e’ stavolta: Rafa si mangia un vantaggio di 4 a 0 nel secondo set e chiude a zero lo score del tiebreak conclusivo. Il track record dello sconfitto sembrerebbe confermare che trattasi di novita’ assoluta. Il fatto e’ di per se’ allarmante? Pem e’ di parere negativo, ritenendo che a volte gli Dei del Tennis sanno essere inesorabilmente beffardi e crudeli. Anche con i campioni.

Monday, November 13, 2006

SEC Madrid, 2006: Il Masters di doppio, questo illustre misconosciuto.

Sempre piu’ negletto, poco apprezzato, sottovalutato e sminuito, il doppio sopravvive in una sorta di coma mediatico. E’ un gran peccato per la disciplina che, ad ogni livello, diverte molto con i suoi punti veloci, la sua intrinseca predisposizione al tocco raffinato e alle giocate spettacolari. La “non notizia” e’ che a Madrid si e’ disputato anche il Masters di doppio, “l’anti-notizia” è che anche quest’anno, come un anno fa’ a nella citta’ degli angeli, hanno vinto Sam (Stosur) & Lisa (Raymond), in rimonta, beffando le stesse avversarie di 12 mesi fa’, Cara (Black) e Rennae (Stubbs). Forse l’unica vera notizia, per noi italiani, e’ stata la qualificazione e la partecipazione - come debuttante ai Championships - di Francesca Schiavone, in coppia con Kveta Peschke. Il duo italo-ceco nelle semi-finali ha offerto una debole resistenza al team-rullo-compressore che avrebbe poi vinto il titolo. Ma l’importante era esserci, grazie ad una qualificazione ottenuta nell’ultima fase della stagione, con le semi a Flushing Meadows e la vittoria nei tornei di Lussemburgo e Mosca. Francesca ha ancora tanto da dare in singolare, ma in prospettiva il doppio potrebbe rappresentare la corsia preferenziale verso la fine di una gloriosa carriera per la milanese.
Cari tennis maniaci, “doppio è bello”, e se avete qualche dubbio date un’occhiata agli highlights della finale vinta, come detto, dalle granitiche Sam & Lisa.
SEC 2006, Madrid: finale di doppio tra Raymond/Stosur vs. Black/Stubbs (Highlights).

SEC Madrid, 2006: i video della finale.

Cari amici, grazie al prezioso contributo di un ragazzo francese maledettamente appassionato del nostro sport, ho la possibilita’ di fornirvi i link che puntano ai video del match tra Justin Henin e Amelie Mauresmo.
7 video + gli Highlights del match + le interviste alle due protagoniste. Non male come ammazza caff’, visto che sono da poco passate le due del pomeriggio del lunedì. Buona visione pomeridiana.
Henin vs Mauresmo (1);
Henin vs Mauresmo (2);
Henin vs Mauresmo (3);
Henin vs Mauresmo (4);
Henin vs Mauresmo (5);
Henin vs Mauresmo (6);
Henin vs Mauresmo (7);
Henin vs Mauresmo (Highlights);
Intevista ad Amelie;
Intevista a Justine.

SEC Madrid, 2006: Allez Justine

Una Justine Henin a tratti ingiocabile celebra il suo ritorno ai vertici del Ranking vincendo la finale del Masters di Madrid. Probabilmente Pem esagera, ma la Henin di ieri avrebbe battuto anche qualche maschietto tra i primi ducecento delle classifiche ATP. Il diritto in top della belga, pesante come un macigno e profondo come una ferita procurata da una spada da samurai, è ingestibile anche per un artista dei recuperi come la Mauresmo. Per non parlare della risposta di Justine: vero e’ che la sua avversaria non serve alla grande, soprattutto varia poco nelle angolazioni (leggi: serve sempre allo stesso punto), ma Pem sfida chiunque a procurarsi 16 palle break in 10 turni di risposta al servizio di Amelie. Ed e’ proprio nei turni di risposta che si decide il match: 6 break della Henin, contro 3 break della Mauresmo.
Se proprio vogliamo trovare una sbavatura nella performance della vincitrice del Torneo, c’e’ da dire che sulla seconda di servizio fa molta fatica a imporre il suo ritmo. E a ritmi bassi e’ piu’ facile che il punto la faccia la Mauresmo. Conseguenza: sei punti su 19 con la seconda e una sola palla break annullata su quattro concesse.
Vincendo questa partita, la Henin riporta in parita’ il saldo del testa a testa contro la rivale francese: siamo sul 6 pari. La prima volte le due si sono affrontate nel lontano 1999 e la netta sensazione e’ che nel 2007 le vedremo di nuovo incrociare le racchette.
Allez, Justine ed abbi cura delle tue ginocchia. Ci vediamo per il test di Sidney, preparatorio e propedeutico all’Aussie Open.

Sunday, November 12, 2006

SEC Madrid, 2006: Henin vs. Mauresmo, atto quinto (nella stagione),

Semifinali del Masters di Madrid, siamo quasi all’epilogo, e la favorita (a giudizio di chi?) del Torneo sbatte contro il muro di cemento edificato dalla piccola, gracile ma talentuosa Justine Henin. Maria poco solida, lenta negli spostamenti e sottotono al servizio, viene punita dalla belga, che si vendica della finale persa a New York e dopo tre anni chiude la stagione al primo posto nel ranking. Il primo set è un assolo dello scricciolo di Liegi, con la russa che sbaglia tanto nei colpi d’avvio dello scambio e non riesce a imporre il suo ritmo. In alcuni scambi Maria sembra essere addirittura lontana dalla palla, perdendo letteralmente il controllo dei colpi. Justine di suo ha quel diritto in top giocato dal basso, lavorato il giusto e talmente profondo da mandare in crisi la figlia di Yuri. Un solo dettaglio: nel primo set Maria commette 4 doppi falli e ottiene un solo punto su undici dalla seconda di servizio. Lo score non puo’ che essere un 6-2 al passivo.
Nel secondo set Justine si “intesisce” e gioca piu’ rigida, soprattutto nei turni di risposta. Il ché permette alla sua avversaria di restare aggrappata al servizio, annullando 4 palle break su 5 concesse in totale e sfruttando quell’unica opportunita’ che le permette di agguantare il tie-break. Ma, a differenza di quanto accaduto il giorno prima nel match Amelie vs Mauresmo, il tiebreak non fa girare il match ma lo chiude. La Henin e’ numero 1 al mondo, Maria fa’ le valigie e parte per una meritata vacanza. Certo che il destino e’ puntuale come al solito: chi vince lo Us Open, raramente riesce a fare il bis nel Masters. Se volete divertirvi provate a vedere quante volte cio’ si e’ verificato.
La seconda semifinale e’, a parer di molti, il piu’ bel match del torneo. Un match entusiasmante, con scambi da cineteca e giocato sul filo dell’equilibrio tra la folla madrilena in delirio. Risultato: vince Amelie in 3 set (la francese ha sempre vinto in 3 set in questo Torneo). Buona la prova della Clijsters che mostra di essere tornata su ottimi livelli dopo l’infortunio al polso e di essere pronta a disputare alla grande, quella che potrebbe essere la sua ultima stagione nel circuito. Quanto al match, il momentum cambia direzione tra il primo e il secondo set: nella prima partita Amelie prevale senza fatica, ma soprattutto si ha la sensazione che Kim sia ancora con la testa e con le gambe negli spogliatoi; nel secondo set Amelie commette l’errore di far entrare in palla l’avversaria e Kim gioca forse il piu’ bel set della stagione, esprimendo il suo tennis fatto di accelerazioni e di contrattacchi che spesso si trasformano in vere e proprie rasoiate. Nel terzo e decisivo set Kim parte bene ma subisce subito il controbreak dell’avversaria e si procede in perfetto equilibri fino all’ottavo gioco, nel quale la belga è tradita dal servizio e da un paio di errori semi-gratuiti. Amelie compie il break decisivo e va servire per il match, mostrando nervi saldi e una gran voglia di difendere il titolo conquistato lo scorso anno a Los Angeles.
Un pronostico di Pem per la finale? Si dice in giro che Justine sia la favorita grazie a una sorta di legge di compensazione che mal si addice al tennis. Il fatto che nel 2006 la belga abbia perso due finali in Tornei dello Slam dall’odierna avversaria, non puo’ pesare ai fini del pronostico. Una curiosità a livello statistico: gli ultimi due match disputati dalle due – finale di Wimby e RR in questo Masters - sono in controtendenza, non perche’ li ha vinti Amelie, ma perche’ chi ha vinto il primo set ha poi perduto il match. Finora la vittoria in rimonta di e’ verificata solo 3 volte su undici scontri diretti, e in rimonta ha sempre vinto la francese. Dato interessante, no?

Saturday, November 11, 2006

SEC Madrid, 2006: al via le semifinali.

L’ultima giornata del round-robin definisce il quadro delle semifinaliste: saranno Amelie Mauresmo, Justine Henin-Hardenne, Maria Sharapova e Kim Clijsters – le vincitrici delle ultime 5 edizioni dei Tornei del Grande Slam (o se si vuole di 6 delle ultime 7 edizioni) – a darsi battaglia per la conquista della “corona” di Regina dello Show.
Le note piu’ positive della quarta giornata sono quelle provenienti dalla racchetta / strumento musicale di Amelie, che vince in rimonta contro la Henin dopo oltre due ore di danza sul Green Set di Madrid, negando – tra l’altro – a Martina Hingis il passaporto per le semifinali. In un match dall’andamento simile alla piu’ recente finale di Wimbledon, la francese dimostra di aver ritrovato la forma, i colpi e la capacita’ di stare mentalmente nel match. Va detto che un’Amelie al 90% della condizione è la più completa delle quattro “soliste” ancora in gara: si muove bene, si difende egregiamente, è in grado di contrattaccare con forti accelerazioni di rovescio, e’ efficace nel gioco di volo, ha solo bisogno di un servizio dignitoso per esser l’avversario da battere in questo torneo. Volendo ridimensionare la portata dell’impresa odierna della parigina, si puo’ dire che la sua avversaria il terzo set non lo ha praticamente e volutamente giocato e che nel primo set la Mauresmo ha sperperato malamente il break di vantaggio iniziale. Vedremo contro Kim Clijsters.
Nel Gruppo Rosso le cose vanno come da copione, con Maria che quest’anno non fa sconti a nessuno e la figlia di Lei che passeggia in un match quasi da allenamento. Maria non lesina le energie per sgretolare in fretta una spenta Kuznetsova, il suo serbatoio e’ pieno di gas e la semifinale di oggi ci dira’ se il carburante è sufficiente per domare la Henin. Quanto alla Cljisters, il cammino della belga e’ in un certo senso simile a quello di Amelie, sua prossima avversaria nelle semi: dopo un brutto match d’esordio, si riscatta con due prove convincenti e mostra di aver ritrovato il rovescio e la rapidita’ negli spostamenti.
Infine un cenno su un tema tattico che potrebbe essere comune alle due semifinali in programma: sia Mauresmo sia Henin se non vogliono subire il gioco dell’avversaria devono venire avanti il piu’ possibile o chiamare a rete le rispettive avversarie con approcci corti in back. Maria e Kim, dall’altra parte, avranno tutto l’interesse a tenere alto il ritmo, con palle veloci e il piu’ possibile profonde.
Buon tennis a tutti. Pem.

Friday, November 10, 2006

Il blog nel blog: Rennae Stubbs da Madrid.

Forse pochi di voi passano il loro tempo a leggere blog dei giocatori sui siti ufficiali ATP e WTA. Pem che e’ la quintessenza della curiosita’ indugia spesso in questo passatempo. E questa settimana si è imbattuto nel blog di una veterana del circuito, l’australiana Rennae Stubbs, classe 1971 (= Generation X), che ci ha svelato (pochi) retroscena del Masters di Madrid e si e’ fatta conoscere meglio (?) dalla massa di appassionati.
Rennae è una deliziosa (quasi) signora 35enne, con all’attivo 55 titoli vinti in doppio. Definirla una doppista è riduttivo, Stubbsy è una delle regine di questa disciplina, ha giocato e vinto contro le piu’ grandi di almeno tre generazioni. In coppia con Lisa Raymond ha vinto 4 titoli dello Slam, nonche’ l’edizione 2001 del Masters. A partire dal 2005 ha sciolto il sodalizio con l’americana (perche’?), scegliendo come partner la grandissima Cara Black. E proprio con quest’ultima si e’ guadagnata il diritto a disputare il Master di Madrid. E nella capitale spagnola la “chioccia” del circuito ha assunto il doppio ruolo di giocatrice e cronista del patinato mondo dello show.
Vediamo in sintesi cosa ci ha raccontato Rennae:
1) Maria Sharapova fa colazione con uova (strapazzate) e prosciutto + frutta fresca;
2) Si concede una sessione di massaggi quasi tutte le sere, perche’ il fisico è quello che è, l’eta' avanza, etc.;
3) A Madrid si mangia e si beve, e si tiratardi. Se poi la tua guida turistica è Conchita Martinez (grande amica di Stubbsy, nonche' pugnace storica rivale in doppio), il divertimento ed i piaceri culinari (e non solo) sono assicurati.
4) Quando non è in Australia risiede a Tampa (Florida), circa 40 miglia a nord di Bradenton, quartier generale di Nick, noche’ officina-tempio del tennis mondiale;
5) ha sciorinato esempi di slang australiano, tratteggiando gli ‘aussie’ come strana gente, un po’ bizzarra.
Non complesso Stubbsy non e’ spiaciuta a Pem, che ha colto solo due lacune nel suo blog:
a) l’analisi dei match giocati è spesso volutamente superficiale, si vede lontano un miglio che “la blogger” di turno ha tanto da dire ma preferisce glissare o essere diplomatica, senza esporsi piu’ di tanto (si tratta pur sempre di colleghe, no?);
b) lo stile è gradevole ma forse un po’ troppo patinato. Pem preferisce l’esistenzialismo di Marat Safin, che sul sito dell’ATP è stato semplicemente grandissimo nel mettere a nudo i tratti della sua personalita’ che lo rendono paragonabile ad un personaggio di Dostoevskij. Eh gia’, a Fedor piacerebbe molto “la testa” di Marat.

Errata Corrige: Hingis in semifinale se Henin batte Mauresmo

Pem si scusa con i lettori e apporta l’errata corrige del recente post, in cui ha dato per spacciata la povera Martina. Dal sito ufficiale del Masters, in effetti si apprende che:
se la Mauresmo perde dalla Henin (sempre se Justine decida di impegnarsi al 100% e di non risparmiare energie per la semifinale), la francese finira’ al quarto posto del Gruppo Giallo, dando a Martina Hingis il diritto di disputare la semifinale contro la vincente del Gruppo Rosso.
In questo caso e’ prevalsa la logica – piu’ equa – che annovera nel computo dei set vinti e persi (quoziente set) tutti i match, ergo anche quelli giocati contro Justine Henin e non solo quelli disputati tra le tre giocatrici che risulterebbero appaiate (Hingis, Petrova, Mauresmo).
In dettaglio:
Hingis: 4 set vinti – 5 set persi (quoziente set di 0,8)
Petrova: 3 set vinti – 4 set persi (quoziente set di 0,75)
Mauresmo: 3 set vinti – 5 set persi (quoziente set di 0,6) se perde in 3 set; 2 set vinti – 5 set persi (quoziente set di 0,4) se perde in 2 set.

SEC, Madrid 2006, Video: Henin vs Hingis

Il vecchio Pem vi linka i video contenenti gli highlights e l’ultimo game di quello che e’ finora, a suo avviso, il match meglio giocato tecnicamente, quello con i migliori colpi, il piu’ “formativo” per chi pratica il tennis. Il primo video, quello contenente gli highlights del match, annovera anche il miglior punto del torneo -sempre secondo il giudizio di Pem – che e’ il lungolinea di dritto in corsa rollato da Martina nel tiebreak (la sequenza e’: dritto stretto di Martina-dritto con angolo ancora piu’ stretto di Justine-lungolinea di dritto di Martina in corsa sul recupero dello stretto di Justine), per la precisione, il 4 punto dei T.B. (il parziale del t.b. era sul 2-1 Henin).
Martina vs Justine (highlights)
Martina vs Justine (ultimo game del terzo set)

SEC Madrid, 2006: Day 3. Il punto.

Un, due, tre, prova tastiera. Dunque, diciamo che la Henin regola la Petrova, la Hingis cede, piegata dalla fatica (piu’ che dall’avversaria), la Clijsters annichilisce la Kuznetsova. Ma possiamo tranquillamente dire anche che la Petrova e’ incapace di gestire il vantaggio, Mauresmo e Clijsters, dopo il primo match di rodaggio e con qualche allenamento in piu’ sulle gambe, entrano in palla e giocano secondo i loro standard.
Alla fine, posto che abbia un senso la ricerca della piu’ adeguata chiave di lettura dei match, si puo’ dire che la “verità” sta nel mezzo, quella “verità che rende liberi” (?) e che a volte ci aiuta a dare una logica a fenomeni che per natura sono privi di logica. In realta’ i fatti sono spesso filtrati dalla componente soggettiva / emotiva di chi li commenta e cerca di interpretarli.
L’unica “vera verita’” è quella fornita dai numeri, dalle statistiche, dalle certezze matematiche, che fungono da solido supporto, quando non si sa cosa dire o non ci si vuole sbilanciare nella lettura degli accadimenti sportivi.
L’aritmetica ci dice che la Henin, battendo la Petrova, accede alle semifinali a prescindere dal risultato del suo terzo match contro la Mauresmo. Un’aritmetica abbastanza contorta e, soprattutto un regolamento poco comprensibile per non dire iniquo, fanno sì che la Hingis sia matematicamente eliminata dopo la sconfitta contro Amelie (nel caso in cui la francese dovesse perdere da Justine, sara’ la Petrova ad approdare in semifinale, per via del computo di set vinti e set persi nella mini-classifica a tre tra Martina, Amelie e Nadia).
La statistica ci dice che Kim Clijsters ha giocato il match perfetto, e che Svetlana ha disputato una delle sue peggiori performance della stagione. Ma se lo score è 6-1 6-1 ha senso scomodare la statistica, sottolineando che Kimmie ha fatto 22 punti su 24 con la prima di servizio, che Svetlana ha un magro bottino di 4 punti su 32 in risposta al servizio? Ha poco senso in effetti.
Forse si potrebbe discutere sul calendario e sul programma dei match, che ha favorito la Mauresmo e la Henin, penalizzando fortemente Hingis e Petrova, che hanno giocato tre partite in tre giorni (quelle di Martina concluse tutte al terzo set, con in media 2 ore di gioco per match, Nadia mercoledì non è andata a letto prima delle 3 del mattino – tra chiusura match, cena e conferenza stampa – mentre ieri ha disputato il match di apertura alle 18). Sono questi dettagli a fare la differenza in condizioni di estremo equilibrio? Archiviata la terza giornata del Masters, Maria Sharapova resta la stragrande favorita? Pem non ha certezze a riguardo, è distrutto dal fatto di non poter vedere piu’ Radek Stepanek e il suo cappellino multicolor sugli spalti. Es-Eic-Ai-T (Dannazione!).

Thursday, November 09, 2006

La persona piu' divertente del Torneo e' sugli spalti.

Con buona pace dei puristi del tennis giocato, Pem ha pensato bene di ficcare il naso nelle tribune, tra gli stands, andando a caccia di volti di V.I.P e di wannabe degni di esser menzionati su questo giornale elettronico. Dopo un’attenta analisi degli astanti, con fermo convincimento assegna la simbolica palma d’ametista (l’oro e’ un po’ troppo caro in queste occasioni) all’uomo del giorno, uno dei piu’ inquadrati delle telecamere di Eurosport, uno con il quale tanti spettatori ieri sono entrati in empatia. Avete gia’ capito di chi parliamo? Ai meno perspicaci Pem regala qualche indizio: e’ prossimo al compimento dei 28 anni e risiede ufficialmente a Montecarlo. Troppo poco? Ha i labbroni da afro-americano, le orecchie a sventola e quest’anno ha fatto notizia non tanto per meriti sportivi (che in ogni caso non sono irrilevanti) ma quanto per...
Esatto, l’uomo del giorno è lui, chi altro senno’, e’ l’agitatissimo (ieri) Radek, Radek Stepanek, il fidanzato piu’ noto dello show, ma anche un ex-doppista che e’ entrato tra i top ten (a luglio 2006) in singolare. Radek, il brutto anatroccolo alto sei piedi e un pollice (ma poi sara’ realmente tanto inguardabile? Gli altri sono poi cosi’ belli?), colui che da circa sei mesi vive una relazione sentimentale bellissima (stando a quelli che hanno dichiarato i diretti interessati) con Martina Hingis. Radek, nato tra le miniere di carbone di Karvina, nella Boemia Orientale, che grazie alla sua robusta prima di servizio e ai suoi poco spettacolari ma efficaci colpi piatti, vive nell’agio e nel benessere del Principato di Monaco. Lo stesso Radek che, costretto ai box da un malanno alla schiena si e’ improvvisato sparring partner della sua dolce meta’. Vederli allenarsi a Madrid e’ forse la cosa piu’ divertente che si possa fare dentro l’impianto sportivo. Radek non e’ uno dei tanti Michael Joyce della situazione, quando si allena con Martina ci mette il cuore oltre che il braccio e le gambe. E’ premuroso, attento, prodigo di garbati consigli, ed è anche un filino ansioso perche’ sente il peso della responsabilita’ morale. Martina gli chiede di colpire con piu’ rotazione, ma Radek anche rinascendo tre volte colpirebbe sempre piu’ piatto. Si e’ talmente immedesimato nel ruolo di mentore, che ha soppiantato la (inquietante?) mamma Melanie, ed i suoi (inquietanti?) copricapo. Radek, invece, avviluppato nel cappellino baseball con visiera lievemente rivolta verso l’alto, soffre e si dimena sugli spalti, commenta il match con i suoi vicini nel box, portando la mano alla bocca per impedire alle telecamere di cogliere il suo labiale. Radek...oh Radek, Pem pagherebbe del suo per seguire un match di Martina al tuo fianco. Si e’ gia’ preparato il domandone da formularti: ma è vero che vi siete conosciuti per tramite di Mahesh Bhupathi? Ahhhh...Galeotto fu l’indiano e chi gli mise in testa di dedicarsi al doppio misto!

SEC Madrid, 2006: Day 2. Il punto.

La seconda giornata del Masters di Madrid è in archivio, Maria Sharapova dimostra sul campo che il suo power tennis, corroborato da una prima robusta, è sufficiente per sbaragliare la concorrenza e per guardare tutte dall’alto, non solo per via dei suoi 188 cm di statura. La figlia di Yuri Sharapov non è una giocatrice completa, se chiamata a rete mostra tutto il suo disagio negli spostamenti in avanti e nel gioco di volo, ma al momento la sua palla è troppo pesante per le avversarie. Il match di ieri ne è la dimostrazione: una Clijsters lenta e fallosa è costretta a giocare l’intero match tre metri dietro la linea di fondocampo, e a rincorrere a destra e sinistra le mattonate di Maria, prodigandosi nella specialità della casa, la scivolata con recupero in slice. Troppo poco per impensierire Maria, che ha un solo tallone d’Achille: è poco cinica (strano no?) nel chiudere i match quando è in vantaggio di un set e due break. Probabilmente è una questione di concentrazione, in particolare nel servizio.
La Dementieva fa le valigie e prenota il suo volo per Mosca. Come da copione il primo set della russa impegnata nel derby contro la Kuznetsova, caratterizzato da break e controbreak: Svetlana fatica a capitalizzare i break di vantaggio, anche perchè il suo servizio non è che sia poi così irresistibile, sulla seconda fa troppi pochi punti e compie una buona dose d’errori negli scambi da fondocampo. Ma alla fine si aggiudica il primo set dopo 12 giochi. Nel secondo set Svetlana è più solida e le basta l’immancabile “breakkettino” concessole da Elena per chiudere il match e andare a giocarsi contro Kimmie lo spareggio per la semi.
Ancora una volta il match più divertente e spettacolare del giorno è quello giocato da Martina Hingis. L’elvetica supera la Petrova in tre set ed in conferenza stampa dichiara di aver giocato il più bel match della stagione. In effetti, il tennis di Martina sarà anche privo di punch, ma è brioso e pieno zeppo di variazioni, smorzate, lob millimetrici, passantini. Insomma, il suo repertorio. Da segnalare, inoltre, l’abilita’ nella risposta al servizio di Nadia, l’agilita’ negli spostamenti (sia laterali sia in avanti), l’estrema velocità nelle aperture. Quando a Nadia, la russa ha deluso, dopo il buon esordio contro la Mauresmo, mostrandosi poco solida, troppo prevedibile e con un atteggiamento da perdente.

Wednesday, November 08, 2006

SEC Madrid 2006, Day 1 – Statistiche

Giornata avara di ace quella d’esordio. Alla voce ace, direi: non pervenuti. In compenso sono piovuti i doppi falli (Dementieva e Henin su tutte). La Petrova è quella che ha messo in campo più prime di servizio, ed è anche quella che ha ricavato più punti dal servizio, concedendo una sola palla break in 8 turni di battuta. La Sharapova è quella che ha fatto meglio in risposta ma...ha giocato contro la Dementieva, il ché falsa non poco la statistica. Una curiosità: la più cinica è la Mauresmo che, pur avendo preso una pesante purga dalla Petrova, ha convertito l’unica palla break concessale dall’avversaria. La più sprecona è la Henin, che ha convertito solo il 53% delle palle break a disposizione. La statistica più bizzarra: la Dementieva ha ottenuto solo 12 punti dalla prima di servizio, di cui 2 ace, in pratica un punto su sei è frutto di un ace!

Flashback, Aeroporto di Madrid, 23:40 di domenica 5 novembre: Alvarillo saluta Kimmie.


Liberamente tradotto dal Diario del piccolo Alvaro.
Non ci posso credere, il mio boss mi annuncia che Kim Clijsters è in arrivo con un volo Iberia diretto a Madrid - tutti i voli Iberia sono destinati al Terminal 4 dell’aeroporto – così anche questa piatta domenica diventa per me un gran giorno, il giorno in cui daro’ il benvenuto a Kimmie. Da buona star si fa attendere, perche’ perde il volo con arrivo previsto alle 21:35 e approda a Madrid solo alle 23:40 (poverina, tra finale di Hasselt e premiazione non gliel’ha fatta a prendere il primo aereo). Non vi dico che spasso le due ore d’attesa, che inganno rannicchiato nel mio stand intento a leggere “I Fratelli Karamazov”, con i passeggeri che continuano a chiedere: “mi scusi dov’e’ il bagno?...senta mi puo’ dire dove sono gli ascensori?”.
Le due ore più lunghe della mia vita passano e improvvisamente ad un tratto vedo un uomo piuttosto buffo saltellare sul terminal. Chi e’ costui? I piu’ attempati appassionati di calcio forse lo ricordano, e’ Leo Clijsters, per gli amici Lei, il papa’ e manager di Kimmie, ex difensore del Malines e della nazionale belga negli anni ottanta. Incredibile da credere, ma Kimmie dopo i soliti convenevoli mi dice: “è facile per me essere riconosciuta con un tal “crazy man” al seguito, non credi?” E giu’ risate rumorosissime. Parliamo del titolo appena vinto ad Hasselt, e soprattutto del recupero dal suo infortunio al polso (dice di essere al 100% e di esser felice per aver recuperato totalmente). Kim passa tutto il tempo a giocare con papa’ Lei, a farsi sgambetti e a mandare in collisione i rispettivi trolley. Ad un certo punto le chiedo una foto, lei posa e ride ma la sua faccia non ha prezzo (è la più buffa che abbia mai visto, giudicate voi), vede la foto sul display della mia fotocam e mi chiede subito di cancellarla, ma io tengo duro e replico dicendo che adoro quella foto e non la cancellerò mai, alla fine Kimmie si arrende e la mia foto sopravvive alla sua censura. Il recupero bagagli in questo caso e’ veloce, rapidamente raggiungiamo la macchina e le nostre strade si separano...per sempre :-)

Terza di Copertina.

"Cementi di Gloria" è l'opera prima di Paolo Ricaldi, aka Mr. Pemulis, che nell'estate 2007 ha girato in lungo e largo i tornei di preparazione agli Us Open - il c.d. minicircuito chiamato Us Open Series - è tornato sano e salvo, anche se un po' intossicato di Tennis, e ci ha raccontato quanto visto, sentito e percepito nel Nuovo Mondo.
In questo reportage, che è un viaggio picaresco nel nordamerica, intorno al "vuoto" dello showbiz, l'autore alterna con grande potenza espressiva cronache sportive esilaranti, pagine di letteratura minimalista, storie surreali, incubi metropolitani abitati da personaggi dai nomi improbabili e aneddoti irresistibili; e lo fa utilizzando una vasta gamma di registri, che vanno dal comico al noir. Ne risulta un inno sghembo al tennis e alla vita in generale, che fa' di Ricaldi, la "next big thing" del panorama letterario mediterraneo.