Davis Cup, Fed Cup e Hopman Cup: le tre dimensioni della competizione internazionale a squadre nell’arena dei professionisti. Come sottotitolo non è male. Un po’ enfatico per la Hopman Cup, di sicuro, ma in casa Pemulis si è optato per non sminuire una spettacolare competizione a squadre al rango di un torneo-esibizione. Mr. Hopman, da qualche recesso del cielo, potrebbe non gradire la deminutio di fatto apportata al torneo dedicato alla sua memoria. A Pemulis piace pensare che in Paradiso si giochi a tennis, che Mr. Hopman – coadiuvato dal fedele Lew Hoad – sia il coach dei Residenti e che l’australiano vinca tutto anche lì. Talvolta potrebbe lanciare un occhiata anche sulla terra dei peccatori, per vedere come procedono le cose a Perth, per esempio, dove ci si appresta a celebrare la XIX edizione della Hopman Cup, quella ha restituito dignità al doppio misto. Chissà se Mr. Hopman, da lassù, come vede il suo nome associato al marchio Hyundai (lo sponsor ufficiale), ma forse è meglio troncare sul nascere questa pietosa divagazione tanto cara a Naomi Klein e curarsi della competizione ai blocchi di partenza. Otto squadre (in rappresentanza di otto Paesi) in gara per il diamante da 18 carati, suddivise in due gironi da 4: Russia, USA, Australia e Germania nel Gruppo A; Spagna, Rep. Ceca, Croazia e India nel Gruppo B. L’inizio è fissato il 30 dicembre, alle ore 11 del mattino (orario di Perth), con la prima sessione che vede opposte la Russia (team formato da Nadia Petrova e da Dima Tursunov) e l’Australia (team formato da Alicia Molik e da Mark Philippoussis). A dirigere i lavori l’autorevole boss Paul McNamee. Per la prima volta sarà impiegato l’Occhio di Falco anche nell’impianto del Burswood Dome.. Ricordiamo che nelle ultime 4 edizioni il team USA ha trionfato ben tre volte. In questa occasione gli Stati Uniti schierano un team inedito, composto da Ashley Harkleroad e Mardy Fish. Il team russo è favorito sulla carta, ma sarà interessante vedere all’opera la delegazione della famiglia Ancic (la giovane Sania fa’ coppia con Super Mario) e, soprattutto il team Tomas Berdych e Lucie Safarova, che forma una coppia anche nella vita sentimentale. Da segnalare il rientro di Kiwi Kiefer (in coppia con Martina Muller) dopo oltre sei mesi di stop.
Wednesday, December 20, 2006
Dio ti benedica, Mr. Hopman!
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
5:35 PM
1 commenti
Etichette: Editoriali, WTA Masters Cup 2006
Friday, December 15, 2006
Progetto Davenport: primo capitolo di una nuova avventura.
E’ ufficiale. La tennista californiana in un’intervista al Los Angeles Times ha dichiarato di essere in dolce attesa: il primo figlio della coppia Lindsay Davenport – Jon Leach nascerà il prossimo maggio. A 30 anni, con un presente tennistico funestato da malanni fisici e insidiato dalla concorrenza spietata di un numero sempre più elevato di bellicose teen-ager, la gravidanza rappresenta lo “scivolo” più nobile di una carriera gloriosa. Gloriosa, certo. Perchè nel tennis moderno è realmente difficile mantenersi ai vertici per un decennio. E la Davenport, pur non avendo un fisico da maratoneta, è riuscita nell’impresa: n.1 nell'ottobre del 1998; n.1 nel gennaio 2006. Pertanto, da oggi si cambia: dal servizio slice e dal diritto definitivo e dal cronico mal di schiena, si passa alle nausee, agli esami di routine, all’ecografia morfologica. Dopo la Capriati e la Pierce, e con le Williams a meno di mezzo servizio, il tennis femminile a stelle e strisce perde un’altra top player, senza l’ombra di un ricambio generazionale. Ma non è questa la sede più adatta per approfondire la crisi del movimento americano. E’ solo il momento di augurare a Lindsay che i prossimi mesi siano fonte di scoperte e di gioia continua.
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
4:24 PM
2
commenti
Etichette: Editoriali, WTA Masters Cup 2006
Friday, November 24, 2006
La presunta scomparsa di Jelena Dokic.
Avete presente la storia del rapimento della giovane moglie del miliardario Lebowski – con tanto di riscatto da pagare – nel film capolavoro dei fratelli Coen? Chi non ha visto il film, farebbe bene a procurarsi il dvd di “The Big Lebowski” (Il Grande Lebowski), una trama che attinge a piene mani alle intricate storie noir del geniale Raymond Chandler (Il Grande Sonno). Vi aiuterà molto a comprendere ogni sviluppo della vicenda del presunto rapimento subito da Jelena Dokic, (quasi ex) tennista serba, con passaporto australiano, residente a Monte Carlo e, stando alle parole dell’impetuoso papà Damir Dokic, scomparsa a Zagabria. Sembra quasi un intrigo internazionale.
Ma veniamo ai fatti salienti di una vicenda che rasenta il grottesco.
La semifinalista a Wimbledon nel 2000 e quartidifinalista al French Open 2002 è da diversi mesi che prova a rientrare nel circuito WTA, dopo una sosta ai box di oltre due anni, “imposta” da problemi fisici e personali. Il comeback di Jelena è ben diverso dall’happy end che ha caratterizzato il ritorno di Martina Hingis; nel caso della serba è stato un susseguirsi di batoste che l’hanno costretta nel livido purgatorio dei tornei ITF da 10 mila dollari. E' proprio nel 10 mila dollari di Ismaning, in Germania, che Jelena Dokic gioca il suo torneo piu’ recente, ottenendo il miglior risultato stagionale, una semifinale persa 7-6 al terzo dalla nostra Astrid Besser. Siamo nella settimana che va dal 6 al 12 novembre. Dopo il torneo di Ismaning la Dokic parte per Zagabria, per un breve soggiorno in apparenza giustificato da incontri con gli sponsor. Passano circa 8 giorni e, lunedì 20 novembre, Niki Pilic (ve lo ricordate?), boss dell’Accademia di Monaco di Baviera, presso la quale la Dokic si allena da circa due mesi, informa la stampa e l’opinione pubblica del fatto che Jelena ha abbandonato l’Accademia senza informarlo. O meglio: la serba, attesa nell’aeroporto di Monaco domenica 19 novembre, non si è presentata, senza fornire comunicazione alcuna, né a Pilic, né ad altri familiari. E’ già Niki Pilic, lascia trapelare che dietro la mancata presentazione della Dokic può esserci lo zampino dei fratelli Bikic, Borna e Tino Bikic, rispettivamente ex coach ed (ex?) fidanzato dell’atleta serba. I Bikic bros - da quel poco che si sa sul loro conto - non sembrano essere due perfetti gentiluomini; essi ricordano molto i personaggi di contorno dei romanzi di Raymond Chandler.
E veniamo all’ultimo capitolo della vicenda: giovedi 22 novembre Papà Damir annuncia la scomparsa della figlia, accusando di sequestro a scopo di estorsione i fratelli Bikic. La scomparsa è confermata da Martin Ruftner, capo allenatore presso l’Accademia di Pilic, che non sente la giocatrice da sabato 18 novembre.
Da fonti non ufficiali si apprende che Jelena avrebbe rilasciato –non si capisce bene quando ma nelle ultime 24 ore – un intervista al quotidiano sportivo serbo “Sportski Zurnal”, nella quale avrebbe dichiarato il suo amore per Tino Bikic, l’intenzione di far rientro nell’Accademia di Pilic nei prossimi tre giorni, e avrebbe rassicurato tutti sulla sue condizioni: è a Zagabria, sta bene, e Papà Damir non ha più alcun peso nelle sue decisioni personali e professionali. Come dire: sono venuta a stare un po’ a Zagabria, proprio per non essere reperibile. Ripetiamo: si tratta di voci non confermate. In “casa Pemulis” siamo tutti in attesa di notizie ufficiali. E ci chiediamo se un giorno si potrà tornare della “povera” Jelena per il tennis giocato.
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
5:24 PM
2
commenti
Etichette: Editoriali, WTA Masters Cup 2006
Wednesday, November 15, 2006
SEC, Madrid 2006: pillole di statistica.
Le statistiche nel Tennis non sempre forniscono messaggi interessanti. Spesso sono ridondanti, quando non sono fuorvianti. Nel caso del Master di Madrid, Pem ha provato ad analizzare le statistiche del Torneo, con focus su 4 delle 8 protagoniste. La piu' deludente: Elena Dementieva. La rivelazione: Martina Hingis. La favorita sulla carta (che nello sport in genere non vince mai): Maria Sharapova. La vincitrice: Justine Henin.
Sulla Dementieva si rischia di esser ripetitivi: il problema non e’ tanto nei 31 doppi falli in 27 turni di servizio (dato complessivo), ma quanto nei punti giocati, la sua esangue rimessa in gioco concede troppi vantaggi alle avversarie, e per fortuna che – da combattente qual e’ – la russa riesce ad annullare 25 palle break su un totale di 40 p.b. concesse (ne concede mediamente 1,5 per ogni game di servizio). Gioca bene sulla seconda delle avversarie, ma non basta.
Martina Hingis nel complesso ha servito decentemente (tenendo conto anche che nel RR ha affrontato le future finaliste del torneo), ricavando piu’ del 50% dei punti disponibili sul proprio servizio (considerando sia la prima sia la seconda palla), mettendo a segno 8 ace in 3 match, che sembrano una miseria ma la Sharapova, non una qualsiasi, ne ha totalizzati 11 giocando in pratica lo stesso numero di game. Apprezzabile la performance dell’elvetica nei turni di risposta: ha percentuali non troppo distanti da quelle della Henin, ed e’ stata molto efficace nei punti importanti, trasformando ben 15 delle 29 palle break (il 52%) che ha avuto a disposizione nel torneo.
Dai numeri di Maria Sharapova si evince che il rendimento della sua seconda di servizio e’ stato abbastanza modesto: con la seconda ha incamerato solo il 46% dei punti giocati. Maria, nel complesso, ha servito al di sotto del suo standard, e questo spiega le 25 palle break concesse in 36 turni di servizio.
Veniamo alle statistiche della vincitrice dei Championships: qualche doppio fallo di troppo (29 su 58 turni di servizio disputati), conseguenza del fatto che Justine tira sia la prima sia la seconda; ottimo e’, infatti, il rendimento della sua seconda di servizio (57% dei punti, una percentuale alla Roger Federer), una seconda lavorata spesso servita al corpo dell’avversaria. Ma il fattore chiave del successo di Justine è tutto racchiuso nella sua mirabolante risposta alla seconda delle sue opponenti, grazie alla quale totalizza il 57% dei punti disponibili e che le permette di ottenere ben 61 palle break nei 58 turni di risposta giocati.
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
11:36 AM
0
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
Monday, November 13, 2006
SEC Madrid, 2006: Il Masters di doppio, questo illustre misconosciuto.
Sempre piu’ negletto, poco apprezzato, sottovalutato e sminuito, il doppio sopravvive in una sorta di coma mediatico. E’ un gran peccato per la disciplina che, ad ogni livello, diverte molto con i suoi punti veloci, la sua intrinseca predisposizione al tocco raffinato e alle giocate spettacolari. La “non notizia” e’ che a Madrid si e’ disputato anche il Masters di doppio, “l’anti-notizia” è che anche quest’anno, come un anno fa’ a nella citta’ degli angeli, hanno vinto Sam (Stosur) & Lisa (Raymond), in rimonta, beffando le stesse avversarie di 12 mesi fa’, Cara (Black) e Rennae (Stubbs). Forse l’unica vera notizia, per noi italiani, e’ stata la qualificazione e la partecipazione - come debuttante ai Championships - di Francesca Schiavone, in coppia con Kveta Peschke. Il duo italo-ceco nelle semi-finali ha offerto una debole resistenza al team-rullo-compressore che avrebbe poi vinto il titolo. Ma l’importante era esserci, grazie ad una qualificazione ottenuta nell’ultima fase della stagione, con le semi a Flushing Meadows e la vittoria nei tornei di Lussemburgo e Mosca. Francesca ha ancora tanto da dare in singolare, ma in prospettiva il doppio potrebbe rappresentare la corsia preferenziale verso la fine di una gloriosa carriera per la milanese.
Cari tennis maniaci, “doppio è bello”, e se avete qualche dubbio date un’occhiata agli highlights della finale vinta, come detto, dalle granitiche Sam & Lisa.
SEC 2006, Madrid: finale di doppio tra Raymond/Stosur vs. Black/Stubbs (Highlights).
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
4:38 PM
0
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
SEC Madrid, 2006: i video della finale.
Cari amici, grazie al prezioso contributo di un ragazzo francese maledettamente appassionato del nostro sport, ho la possibilita’ di fornirvi i link che puntano ai video del match tra Justin Henin e Amelie Mauresmo.
7 video + gli Highlights del match + le interviste alle due protagoniste. Non male come ammazza caff’, visto che sono da poco passate le due del pomeriggio del lunedì. Buona visione pomeridiana.
Henin vs Mauresmo (1);
Henin vs Mauresmo (2);
Henin vs Mauresmo (3);
Henin vs Mauresmo (4);
Henin vs Mauresmo (5);
Henin vs Mauresmo (6);
Henin vs Mauresmo (7);
Henin vs Mauresmo (Highlights);
Intevista ad Amelie;
Intevista a Justine.
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
2:30 PM
0
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
SEC Madrid, 2006: Allez Justine
Una Justine Henin a tratti ingiocabile celebra il suo ritorno ai vertici del Ranking vincendo la finale del Masters di Madrid. Probabilmente Pem esagera, ma la Henin di ieri avrebbe battuto anche qualche maschietto tra i primi ducecento delle classifiche ATP. Il diritto in top della belga, pesante come un macigno e profondo come una ferita procurata da una spada da samurai, è ingestibile anche per un artista dei recuperi come la Mauresmo. Per non parlare della risposta di Justine: vero e’ che la sua avversaria non serve alla grande, soprattutto varia poco nelle angolazioni (leggi: serve sempre allo stesso punto), ma Pem sfida chiunque a procurarsi 16 palle break in 10 turni di risposta al servizio di Amelie. Ed e’ proprio nei turni di risposta che si decide il match: 6 break della Henin, contro 3 break della Mauresmo.
Se proprio vogliamo trovare una sbavatura nella performance della vincitrice del Torneo, c’e’ da dire che sulla seconda di servizio fa molta fatica a imporre il suo ritmo. E a ritmi bassi e’ piu’ facile che il punto la faccia la Mauresmo. Conseguenza: sei punti su 19 con la seconda e una sola palla break annullata su quattro concesse.
Vincendo questa partita, la Henin riporta in parita’ il saldo del testa a testa contro la rivale francese: siamo sul 6 pari. La prima volte le due si sono affrontate nel lontano 1999 e la netta sensazione e’ che nel 2007 le vedremo di nuovo incrociare le racchette.
Allez, Justine ed abbi cura delle tue ginocchia. Ci vediamo per il test di Sidney, preparatorio e propedeutico all’Aussie Open.
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
11:21 AM
0
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
Sunday, November 12, 2006
SEC Madrid, 2006: Henin vs. Mauresmo, atto quinto (nella stagione),
Semifinali del Masters di Madrid, siamo quasi all’epilogo, e la favorita (a giudizio di chi?) del Torneo sbatte contro il muro di cemento edificato dalla piccola, gracile ma talentuosa Justine Henin. Maria poco solida, lenta negli spostamenti e sottotono al servizio, viene punita dalla belga, che si vendica della finale persa a New York e dopo tre anni chiude la stagione al primo posto nel ranking. Il primo set è un assolo dello scricciolo di Liegi, con la russa che sbaglia tanto nei colpi d’avvio dello scambio e non riesce a imporre il suo ritmo. In alcuni scambi Maria sembra essere addirittura lontana dalla palla, perdendo letteralmente il controllo dei colpi. Justine di suo ha quel diritto in top giocato dal basso, lavorato il giusto e talmente profondo da mandare in crisi la figlia di Yuri. Un solo dettaglio: nel primo set Maria commette 4 doppi falli e ottiene un solo punto su undici dalla seconda di servizio. Lo score non puo’ che essere un 6-2 al passivo.
Nel secondo set Justine si “intesisce” e gioca piu’ rigida, soprattutto nei turni di risposta. Il ché permette alla sua avversaria di restare aggrappata al servizio, annullando 4 palle break su 5 concesse in totale e sfruttando quell’unica opportunita’ che le permette di agguantare il tie-break. Ma, a differenza di quanto accaduto il giorno prima nel match Amelie vs Mauresmo, il tiebreak non fa girare il match ma lo chiude. La Henin e’ numero 1 al mondo, Maria fa’ le valigie e parte per una meritata vacanza. Certo che il destino e’ puntuale come al solito: chi vince lo Us Open, raramente riesce a fare il bis nel Masters. Se volete divertirvi provate a vedere quante volte cio’ si e’ verificato.
La seconda semifinale e’, a parer di molti, il piu’ bel match del torneo. Un match entusiasmante, con scambi da cineteca e giocato sul filo dell’equilibrio tra la folla madrilena in delirio. Risultato: vince Amelie in 3 set (la francese ha sempre vinto in 3 set in questo Torneo). Buona la prova della Clijsters che mostra di essere tornata su ottimi livelli dopo l’infortunio al polso e di essere pronta a disputare alla grande, quella che potrebbe essere la sua ultima stagione nel circuito. Quanto al match, il momentum cambia direzione tra il primo e il secondo set: nella prima partita Amelie prevale senza fatica, ma soprattutto si ha la sensazione che Kim sia ancora con la testa e con le gambe negli spogliatoi; nel secondo set Amelie commette l’errore di far entrare in palla l’avversaria e Kim gioca forse il piu’ bel set della stagione, esprimendo il suo tennis fatto di accelerazioni e di contrattacchi che spesso si trasformano in vere e proprie rasoiate. Nel terzo e decisivo set Kim parte bene ma subisce subito il controbreak dell’avversaria e si procede in perfetto equilibri fino all’ottavo gioco, nel quale la belga è tradita dal servizio e da un paio di errori semi-gratuiti. Amelie compie il break decisivo e va servire per il match, mostrando nervi saldi e una gran voglia di difendere il titolo conquistato lo scorso anno a Los Angeles.
Un pronostico di Pem per la finale? Si dice in giro che Justine sia la favorita grazie a una sorta di legge di compensazione che mal si addice al tennis. Il fatto che nel 2006 la belga abbia perso due finali in Tornei dello Slam dall’odierna avversaria, non puo’ pesare ai fini del pronostico. Una curiosità a livello statistico: gli ultimi due match disputati dalle due – finale di Wimby e RR in questo Masters - sono in controtendenza, non perche’ li ha vinti Amelie, ma perche’ chi ha vinto il primo set ha poi perduto il match. Finora la vittoria in rimonta di e’ verificata solo 3 volte su undici scontri diretti, e in rimonta ha sempre vinto la francese. Dato interessante, no?
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
11:23 AM
0
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
Saturday, November 11, 2006
SEC Madrid, 2006: al via le semifinali.
L’ultima giornata del round-robin definisce il quadro delle semifinaliste: saranno Amelie Mauresmo, Justine Henin-Hardenne, Maria Sharapova e Kim Clijsters – le vincitrici delle ultime 5 edizioni dei Tornei del Grande Slam (o se si vuole di 6 delle ultime 7 edizioni) – a darsi battaglia per la conquista della “corona” di Regina dello Show.
Le note piu’ positive della quarta giornata sono quelle provenienti dalla racchetta / strumento musicale di Amelie, che vince in rimonta contro la Henin dopo oltre due ore di danza sul Green Set di Madrid, negando – tra l’altro – a Martina Hingis il passaporto per le semifinali. In un match dall’andamento simile alla piu’ recente finale di Wimbledon, la francese dimostra di aver ritrovato la forma, i colpi e la capacita’ di stare mentalmente nel match. Va detto che un’Amelie al 90% della condizione è la più completa delle quattro “soliste” ancora in gara: si muove bene, si difende egregiamente, è in grado di contrattaccare con forti accelerazioni di rovescio, e’ efficace nel gioco di volo, ha solo bisogno di un servizio dignitoso per esser l’avversario da battere in questo torneo. Volendo ridimensionare la portata dell’impresa odierna della parigina, si puo’ dire che la sua avversaria il terzo set non lo ha praticamente e volutamente giocato e che nel primo set la Mauresmo ha sperperato malamente il break di vantaggio iniziale. Vedremo contro Kim Clijsters.
Nel Gruppo Rosso le cose vanno come da copione, con Maria che quest’anno non fa sconti a nessuno e la figlia di Lei che passeggia in un match quasi da allenamento. Maria non lesina le energie per sgretolare in fretta una spenta Kuznetsova, il suo serbatoio e’ pieno di gas e la semifinale di oggi ci dira’ se il carburante è sufficiente per domare la Henin. Quanto alla Cljisters, il cammino della belga e’ in un certo senso simile a quello di Amelie, sua prossima avversaria nelle semi: dopo un brutto match d’esordio, si riscatta con due prove convincenti e mostra di aver ritrovato il rovescio e la rapidita’ negli spostamenti.
Infine un cenno su un tema tattico che potrebbe essere comune alle due semifinali in programma: sia Mauresmo sia Henin se non vogliono subire il gioco dell’avversaria devono venire avanti il piu’ possibile o chiamare a rete le rispettive avversarie con approcci corti in back. Maria e Kim, dall’altra parte, avranno tutto l’interesse a tenere alto il ritmo, con palle veloci e il piu’ possibile profonde.
Buon tennis a tutti. Pem.
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
2:34 PM
0
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
Friday, November 10, 2006
Il blog nel blog: Rennae Stubbs da Madrid.
Forse pochi di voi passano il loro tempo a leggere blog dei giocatori sui siti ufficiali ATP e WTA. Pem che e’ la quintessenza della curiosita’ indugia spesso in questo passatempo. E questa settimana si è imbattuto nel blog di una veterana del circuito, l’australiana Rennae Stubbs, classe 1971 (= Generation X), che ci ha svelato (pochi) retroscena del Masters di Madrid e si e’ fatta conoscere meglio (?) dalla massa di appassionati.
Rennae è una deliziosa (quasi) signora 35enne, con all’attivo 55 titoli vinti in doppio. Definirla una doppista è riduttivo, Stubbsy è una delle regine di questa disciplina, ha giocato e vinto contro le piu’ grandi di almeno tre generazioni. In coppia con Lisa Raymond ha vinto 4 titoli dello Slam, nonche’ l’edizione 2001 del Masters. A partire dal 2005 ha sciolto il sodalizio con l’americana (perche’?), scegliendo come partner la grandissima Cara Black. E proprio con quest’ultima si e’ guadagnata il diritto a disputare il Master di Madrid. E nella capitale spagnola la “chioccia” del circuito ha assunto il doppio ruolo di giocatrice e cronista del patinato mondo dello show.
Vediamo in sintesi cosa ci ha raccontato Rennae:
1) Maria Sharapova fa colazione con uova (strapazzate) e prosciutto + frutta fresca;
2) Si concede una sessione di massaggi quasi tutte le sere, perche’ il fisico è quello che è, l’eta' avanza, etc.;
3) A Madrid si mangia e si beve, e si tiratardi. Se poi la tua guida turistica è Conchita Martinez (grande amica di Stubbsy, nonche' pugnace storica rivale in doppio), il divertimento ed i piaceri culinari (e non solo) sono assicurati.
4) Quando non è in Australia risiede a Tampa (Florida), circa 40 miglia a nord di Bradenton, quartier generale di Nick, noche’ officina-tempio del tennis mondiale;
5) ha sciorinato esempi di slang australiano, tratteggiando gli ‘aussie’ come strana gente, un po’ bizzarra.
Non complesso Stubbsy non e’ spiaciuta a Pem, che ha colto solo due lacune nel suo blog:
a) l’analisi dei match giocati è spesso volutamente superficiale, si vede lontano un miglio che “la blogger” di turno ha tanto da dire ma preferisce glissare o essere diplomatica, senza esporsi piu’ di tanto (si tratta pur sempre di colleghe, no?);
b) lo stile è gradevole ma forse un po’ troppo patinato. Pem preferisce l’esistenzialismo di Marat Safin, che sul sito dell’ATP è stato semplicemente grandissimo nel mettere a nudo i tratti della sua personalita’ che lo rendono paragonabile ad un personaggio di Dostoevskij. Eh gia’, a Fedor piacerebbe molto “la testa” di Marat.
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
4:53 PM
0
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
Errata Corrige: Hingis in semifinale se Henin batte Mauresmo
Pem si scusa con i lettori e apporta l’errata corrige del recente post, in cui ha dato per spacciata la povera Martina. Dal sito ufficiale del Masters, in effetti si apprende che:
se la Mauresmo perde dalla Henin (sempre se Justine decida di impegnarsi al 100% e di non risparmiare energie per la semifinale), la francese finira’ al quarto posto del Gruppo Giallo, dando a Martina Hingis il diritto di disputare la semifinale contro la vincente del Gruppo Rosso.
In questo caso e’ prevalsa la logica – piu’ equa – che annovera nel computo dei set vinti e persi (quoziente set) tutti i match, ergo anche quelli giocati contro Justine Henin e non solo quelli disputati tra le tre giocatrici che risulterebbero appaiate (Hingis, Petrova, Mauresmo).
In dettaglio:
Hingis: 4 set vinti – 5 set persi (quoziente set di 0,8)
Petrova: 3 set vinti – 4 set persi (quoziente set di 0,75)
Mauresmo: 3 set vinti – 5 set persi (quoziente set di 0,6) se perde in 3 set; 2 set vinti – 5 set persi (quoziente set di 0,4) se perde in 2 set.
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
3:15 PM
0
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
SEC, Madrid 2006, Video: Henin vs Hingis
Il vecchio Pem vi linka i video contenenti gli highlights e l’ultimo game di quello che e’ finora, a suo avviso, il match meglio giocato tecnicamente, quello con i migliori colpi, il piu’ “formativo” per chi pratica il tennis. Il primo video, quello contenente gli highlights del match, annovera anche il miglior punto del torneo -sempre secondo il giudizio di Pem – che e’ il lungolinea di dritto in corsa rollato da Martina nel tiebreak (la sequenza e’: dritto stretto di Martina-dritto con angolo ancora piu’ stretto di Justine-lungolinea di dritto di Martina in corsa sul recupero dello stretto di Justine), per la precisione, il 4 punto dei T.B. (il parziale del t.b. era sul 2-1 Henin).
Martina vs Justine (highlights)
Martina vs Justine (ultimo game del terzo set)
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
2:49 PM
0
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
SEC Madrid, 2006: Day 3. Il punto.
Un, due, tre, prova tastiera. Dunque, diciamo che la Henin regola la Petrova, la Hingis cede, piegata dalla fatica (piu’ che dall’avversaria), la Clijsters annichilisce la Kuznetsova. Ma possiamo tranquillamente dire anche che la Petrova e’ incapace di gestire il vantaggio, Mauresmo e Clijsters, dopo il primo match di rodaggio e con qualche allenamento in piu’ sulle gambe, entrano in palla e giocano secondo i loro standard.
Alla fine, posto che abbia un senso la ricerca della piu’ adeguata chiave di lettura dei match, si puo’ dire che la “verità” sta nel mezzo, quella “verità che rende liberi” (?) e che a volte ci aiuta a dare una logica a fenomeni che per natura sono privi di logica. In realta’ i fatti sono spesso filtrati dalla componente soggettiva / emotiva di chi li commenta e cerca di interpretarli.
L’unica “vera verita’” è quella fornita dai numeri, dalle statistiche, dalle certezze matematiche, che fungono da solido supporto, quando non si sa cosa dire o non ci si vuole sbilanciare nella lettura degli accadimenti sportivi.
L’aritmetica ci dice che la Henin, battendo la Petrova, accede alle semifinali a prescindere dal risultato del suo terzo match contro la Mauresmo. Un’aritmetica abbastanza contorta e, soprattutto un regolamento poco comprensibile per non dire iniquo, fanno sì che la Hingis sia matematicamente eliminata dopo la sconfitta contro Amelie (nel caso in cui la francese dovesse perdere da Justine, sara’ la Petrova ad approdare in semifinale, per via del computo di set vinti e set persi nella mini-classifica a tre tra Martina, Amelie e Nadia).
La statistica ci dice che Kim Clijsters ha giocato il match perfetto, e che Svetlana ha disputato una delle sue peggiori performance della stagione. Ma se lo score è 6-1 6-1 ha senso scomodare la statistica, sottolineando che Kimmie ha fatto 22 punti su 24 con la prima di servizio, che Svetlana ha un magro bottino di 4 punti su 32 in risposta al servizio? Ha poco senso in effetti.
Forse si potrebbe discutere sul calendario e sul programma dei match, che ha favorito la Mauresmo e la Henin, penalizzando fortemente Hingis e Petrova, che hanno giocato tre partite in tre giorni (quelle di Martina concluse tutte al terzo set, con in media 2 ore di gioco per match, Nadia mercoledì non è andata a letto prima delle 3 del mattino – tra chiusura match, cena e conferenza stampa – mentre ieri ha disputato il match di apertura alle 18). Sono questi dettagli a fare la differenza in condizioni di estremo equilibrio? Archiviata la terza giornata del Masters, Maria Sharapova resta la stragrande favorita? Pem non ha certezze a riguardo, è distrutto dal fatto di non poter vedere piu’ Radek Stepanek e il suo cappellino multicolor sugli spalti. Es-Eic-Ai-T (Dannazione!).
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
10:15 AM
2
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
Thursday, November 09, 2006
La persona piu' divertente del Torneo e' sugli spalti.
Con buona pace dei puristi del tennis giocato, Pem ha pensato bene di ficcare il naso nelle tribune, tra gli stands, andando a caccia di volti di V.I.P e di wannabe degni di esser menzionati su questo giornale elettronico. Dopo un’attenta analisi degli astanti, con fermo convincimento assegna la simbolica palma d’ametista (l’oro e’ un po’ troppo caro in queste occasioni) all’uomo del giorno, uno dei piu’ inquadrati delle telecamere di Eurosport, uno con il quale tanti spettatori ieri sono entrati in empatia. Avete gia’ capito di chi parliamo? Ai meno perspicaci Pem regala qualche indizio: e’ prossimo al compimento dei 28 anni e risiede ufficialmente a Montecarlo. Troppo poco? Ha i labbroni da afro-americano, le orecchie a sventola e quest’anno ha fatto notizia non tanto per meriti sportivi (che in ogni caso non sono irrilevanti) ma quanto per...
Esatto, l’uomo del giorno è lui, chi altro senno’, e’ l’agitatissimo (ieri) Radek, Radek Stepanek, il fidanzato piu’ noto dello show, ma anche un ex-doppista che e’ entrato tra i top ten (a luglio 2006) in singolare. Radek, il brutto anatroccolo alto sei piedi e un pollice (ma poi sara’ realmente tanto inguardabile? Gli altri sono poi cosi’ belli?), colui che da circa sei mesi vive una relazione sentimentale bellissima (stando a quelli che hanno dichiarato i diretti interessati) con Martina Hingis. Radek, nato tra le miniere di carbone di Karvina, nella Boemia Orientale, che grazie alla sua robusta prima di servizio e ai suoi poco spettacolari ma efficaci colpi piatti, vive nell’agio e nel benessere del Principato di Monaco. Lo stesso Radek che, costretto ai box da un malanno alla schiena si e’ improvvisato sparring partner della sua dolce meta’. Vederli allenarsi a Madrid e’ forse la cosa piu’ divertente che si possa fare dentro l’impianto sportivo. Radek non e’ uno dei tanti Michael Joyce della situazione, quando si allena con Martina ci mette il cuore oltre che il braccio e le gambe. E’ premuroso, attento, prodigo di garbati consigli, ed è anche un filino ansioso perche’ sente il peso della responsabilita’ morale. Martina gli chiede di colpire con piu’ rotazione, ma Radek anche rinascendo tre volte colpirebbe sempre piu’ piatto. Si e’ talmente immedesimato nel ruolo di mentore, che ha soppiantato la (inquietante?) mamma Melanie, ed i suoi (inquietanti?) copricapo. Radek, invece, avviluppato nel cappellino baseball con visiera lievemente rivolta verso l’alto, soffre e si dimena sugli spalti, commenta il match con i suoi vicini nel box, portando la mano alla bocca per impedire alle telecamere di cogliere il suo labiale. Radek...oh Radek, Pem pagherebbe del suo per seguire un match di Martina al tuo fianco. Si e’ gia’ preparato il domandone da formularti: ma è vero che vi siete conosciuti per tramite di Mahesh Bhupathi? Ahhhh...Galeotto fu l’indiano e chi gli mise in testa di dedicarsi al doppio misto!
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
3:42 PM
3
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
SEC Madrid, 2006: Day 2. Il punto.
La seconda giornata del Masters di Madrid è in archivio, Maria Sharapova dimostra sul campo che il suo power tennis, corroborato da una prima robusta, è sufficiente per sbaragliare la concorrenza e per guardare tutte dall’alto, non solo per via dei suoi 188 cm di statura. La figlia di Yuri Sharapov non è una giocatrice completa, se chiamata a rete mostra tutto il suo disagio negli spostamenti in avanti e nel gioco di volo, ma al momento la sua palla è troppo pesante per le avversarie. Il match di ieri ne è la dimostrazione: una Clijsters lenta e fallosa è costretta a giocare l’intero match tre metri dietro la linea di fondocampo, e a rincorrere a destra e sinistra le mattonate di Maria, prodigandosi nella specialità della casa, la scivolata con recupero in slice. Troppo poco per impensierire Maria, che ha un solo tallone d’Achille: è poco cinica (strano no?) nel chiudere i match quando è in vantaggio di un set e due break. Probabilmente è una questione di concentrazione, in particolare nel servizio.
La Dementieva fa le valigie e prenota il suo volo per Mosca. Come da copione il primo set della russa impegnata nel derby contro la Kuznetsova, caratterizzato da break e controbreak: Svetlana fatica a capitalizzare i break di vantaggio, anche perchè il suo servizio non è che sia poi così irresistibile, sulla seconda fa troppi pochi punti e compie una buona dose d’errori negli scambi da fondocampo. Ma alla fine si aggiudica il primo set dopo 12 giochi. Nel secondo set Svetlana è più solida e le basta l’immancabile “breakkettino” concessole da Elena per chiudere il match e andare a giocarsi contro Kimmie lo spareggio per la semi.
Ancora una volta il match più divertente e spettacolare del giorno è quello giocato da Martina Hingis. L’elvetica supera la Petrova in tre set ed in conferenza stampa dichiara di aver giocato il più bel match della stagione. In effetti, il tennis di Martina sarà anche privo di punch, ma è brioso e pieno zeppo di variazioni, smorzate, lob millimetrici, passantini. Insomma, il suo repertorio. Da segnalare, inoltre, l’abilita’ nella risposta al servizio di Nadia, l’agilita’ negli spostamenti (sia laterali sia in avanti), l’estrema velocità nelle aperture. Quando a Nadia, la russa ha deluso, dopo il buon esordio contro la Mauresmo, mostrandosi poco solida, troppo prevedibile e con un atteggiamento da perdente.
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
10:57 AM
0
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
Wednesday, November 08, 2006
SEC Madrid 2006, Day 1 – Statistiche
Giornata avara di ace quella d’esordio. Alla voce ace, direi: non pervenuti. In compenso sono piovuti i doppi falli (Dementieva e Henin su tutte). La Petrova è quella che ha messo in campo più prime di servizio, ed è anche quella che ha ricavato più punti dal servizio, concedendo una sola palla break in 8 turni di battuta. La Sharapova è quella che ha fatto meglio in risposta ma...ha giocato contro la Dementieva, il ché falsa non poco la statistica. Una curiosità: la più cinica è la Mauresmo che, pur avendo preso una pesante purga dalla Petrova, ha convertito l’unica palla break concessale dall’avversaria. La più sprecona è la Henin, che ha convertito solo il 53% delle palle break a disposizione. La statistica più bizzarra: la Dementieva ha ottenuto solo 12 punti dalla prima di servizio, di cui 2 ace, in pratica un punto su sei è frutto di un ace!
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
5:15 PM
0
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
Flashback, Aeroporto di Madrid, 23:40 di domenica 5 novembre: Alvarillo saluta Kimmie.

Liberamente tradotto dal Diario del piccolo Alvaro.
Non ci posso credere, il mio boss mi annuncia che Kim Clijsters è in arrivo con un volo Iberia diretto a Madrid - tutti i voli Iberia sono destinati al Terminal 4 dell’aeroporto – così anche questa piatta domenica diventa per me un gran giorno, il giorno in cui daro’ il benvenuto a Kimmie. Da buona star si fa attendere, perche’ perde il volo con arrivo previsto alle 21:35 e approda a Madrid solo alle 23:40 (poverina, tra finale di Hasselt e premiazione non gliel’ha fatta a prendere il primo aereo). Non vi dico che spasso le due ore d’attesa, che inganno rannicchiato nel mio stand intento a leggere “I Fratelli Karamazov”, con i passeggeri che continuano a chiedere: “mi scusi dov’e’ il bagno?...senta mi puo’ dire dove sono gli ascensori?”.
Le due ore più lunghe della mia vita passano e improvvisamente ad un tratto vedo un uomo piuttosto buffo saltellare sul terminal. Chi e’ costui? I piu’ attempati appassionati di calcio forse lo ricordano, e’ Leo Clijsters, per gli amici Lei, il papa’ e manager di Kimmie, ex difensore del Malines e della nazionale belga negli anni ottanta. Incredibile da credere, ma Kimmie dopo i soliti convenevoli mi dice: “è facile per me essere riconosciuta con un tal “crazy man” al seguito, non credi?” E giu’ risate rumorosissime. Parliamo del titolo appena vinto ad Hasselt, e soprattutto del recupero dal suo infortunio al polso (dice di essere al 100% e di esser felice per aver recuperato totalmente). Kim passa tutto il tempo a giocare con papa’ Lei, a farsi sgambetti e a mandare in collisione i rispettivi trolley. Ad un certo punto le chiedo una foto, lei posa e ride ma la sua faccia non ha prezzo (è la più buffa che abbia mai visto, giudicate voi), vede la foto sul display della mia fotocam e mi chiede subito di cancellarla, ma io tengo duro e replico dicendo che adoro quella foto e non la cancellerò mai, alla fine Kimmie si arrende e la mia foto sopravvive alla sua censura. Il recupero bagagli in questo caso e’ veloce, rapidamente raggiungiamo la macchina e le nostre strade si separano...per sempre :-)
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
4:10 PM
0
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
SEC Madrid 2006, Day 2 - Preview
Oggi entrano in scena Kim Cljisters e Svetlana Kuznetsova, mentre la Dementieva e la Hingis armeggiano per tenere vive le residue speranze di sopravvivere nel Torneo. Il match del giorno e’ proprio quello tra Kim Cljisters e Maria Sharapova, il secondo in programma, che non iniziera’ prima delle 20:00 (ora italiana). Maria parte favorita, la Cljisters vista ad Hasselt non turba il sonno della sua avversaria, una Cljsters arrivata solo domenica sera a Madrid, al cospetto di Maria che respira aria iberica da giovedì scorso e che ha già un match alle spalle, utilizzato per ambientarsi alla superficie e alla folla madrilena. Questo sulla carta ma, come tutti sanno, i match non si vincono (e non si perdono) sulla carta. Kimmie ha il gioco per neutralizzare Maria, i precedenti (4-1 a favore della belga) lo dimostrano, ma deve poter correre/scivolare bene ed essere solida nei contrattacchi, specialmente di rovescio su rovescio dell’avversaria. Kimmie ha anche dalla sua la certezza che Maria non verra’ mai a cercarsi il punto a rete (come ha fatto Justine nel match di ieri contro Martina), al massimo servizio e diritto, per cui se Kimmie rimanda indietro tutto e prolunga lo scambio avra’ la sue chance.
Si giocano tutto, come detto, Dementieva e Hingis. La russa e’ alla ricerca della prima vittoria nella sua terza partecipazione ad un Masters; con Svetlana ha qualche chanche di spuntarla, perche’ puo’ giocare un match di break e contro-break, ma deve servire meglio di ieri, poiche' la sua avversaria, che non e’ un fenomeno al servizio, in risposta è grado di aggredire anche la prima di Elena (in realta’ non c’e’ molta differenza tra la prima e la seconda in questo caso). Hingis e Petrova, invece, non si sono mai affrontate dopo il comeback dell’elvetica. Nadia e’ un avversaria tosta, ma meno proibitiva di Justine: movimenti “robotici” e gioco più prevedibile quello della russa, anche se serve molto bene e concede poco nei turni di battuta. Martina dovra’ contenere la potenza d’urto e spostare il piu’ possibilie i piedoni di Nadia.
Buona visione.
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
3:01 PM
2
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
SEC Madrid 2006, Day 1: analisi dei match
Dopo la premessa contenuta nel post precedente, proviamo ad entrare maggiormente nel dettaglio:
1) Nel primo match un’Amelie imbarazzante (quanto a condizione fisica e non solo) rimedia un perentorio doppio 6-2 da Nadiona. Lo score e’ pesante come un macigno, ma rispecchia fedelmente quanto visto sul campo. Amelie, che pare abbia ripreso a colpire la palla solo il giorno prima del match, si inabissa in un oceano d’errori, tradita dal suo rovescio e da una velocita’ d’uscita del servizio da junior player (in questo caso la lentezza del gesto e’ da attribuire al recente infortunio alla spalla). Pem era stato preventivamente informato delle pessime condizioni della francese, ma cio’ nonostante, senza giri di parole, le chiederebbe: Amelie, cosa sei venuta a fare a Madrid? OK, devi difendere il titolo e tantissimi punti. OK, sei diversa da Justine, accetti di giocare quando non sei al 100%. Corretto e lodevole se vogliamo. Ma il tuo essere al 50%, senza pratica e totalmente fuori giri nei colpi, non ti permette di vincere non solo contro Nadiona, ma anche contro (esempi a caso) la Bondarenko o la Kanepi. Qualcuno dubita che quest’Amelie possa scendere in campo contro la Henin nel prossimo match, ma la attuale numero 1 in conferenza stampa spegne ogni voce a riguardo, affermando che non si ritirera’ dal torneo, che la sua sconfitta non e’ da attribuire al recente infortunio e all’assenza di pratica, ma ad una serie di stupidi evitabili errori. Parola di Amelie. Scorrendo rapidamente le statistiche, puo’ sembrare assurdo ma Pem, contro quest’avversaria, si aspettava qualcosa in piu’ dalla notoriamente devastante prima di servizio della Petrova: solo 3 ace, e soltanto (si fa per dire) il 75% dei punti incassati con la prima.
2) Passeggiata-passerella-red carpet per Maria Sharapova contro la connazionale Dementieva, che ripropone a Madrid tutti i suoi limiti: 15 doppi falli, 2 turni di servizio tenuti su 9 disputati, per un totale di 13 palle break concesse all’avversaria, nel primo set un punto su nove con la prima di servizio. Sembra assurdo ma se avesse servito sempre Maria (il cui servizio ieri non e’ stato devastante, forse per merito dell’avversaria che è molto brava in ribattuta), il match probabilmente sarebbe finito 6-4 6-4. Dicevamo del servizio della tigre di Nyagan: 0 ace e un doppio fallo, appena il 67% di punti con la prima ed un misero 42% con la seconda.
3) Bello e, a tratti, altamente spettacolare il match tra Justine Henin e Martina Hingis, l’unico concluso al terzo set in poco meno di due ore di gioco. Un match che riscatta l’intera giornata e nel quale c’e’ dentro di tutto di piu’: l’anticipo di Justine sui colpi a rimbalzo e’ da brivido, e’ incredibile come un braccino ed un corpo cosi’ esile riescano a generare una tal energia e una tale velocita’ di palla; entrambe hanno un piano tattico, ma quello della belga e’ piu’ efficace nel complesso, perche’ riesce ad aggredire Martina, a fare serve and volley quando e’ il caso, evitando in generale lo scambio prolungato con l’avversaria; quando la doccia e’ vicina (6-2 5-2) Martina riemerge dalle acque scure e livide del “pozzo” nel quale e’ sprofondata e, complice un calo dell’avversaria, si mette a giocare come sa e come deve, muovendo l’avversaria a destra e sinistra con rovesci profondi e spesso chiudendo il punto con attacchi in controtempo; il tie-break del secondo set e’ da cineteca, gli ultimi due punti di Martina sono da pelle d’oca (forse il penultimo, il lungolinea di diritto che lambisce il paletto di sostegno, quello del 6-5, e’ il punto piu’ bello della giornata), la Hingis trova anche le energie per breakkare Justine nel primo gioco del terzo set, ma poi l’interruttore si spegne per l’elvetica e la Henin infila sei giochi consecutivi portando a casa il match. Nota stonata: il servizio della Henin e’ insufficiente (lancio palla basso e impatto basso = tante prime affossate) e molto al di sotto del suo standard, con 0 ace e 9 doppi falli, solo il 54% dei punti ricavati dalla prima. Il servizietto di Martina lo conosciamo, ma non è poi tanto al di sotto dello standard: 9 nove break su 13 turni di servizio e’ uno score pesante, ma dall’altra parte della rete c’e’ la Henin, non una qualunque, e Justine sulla seconda di Martina va a nozze, concedendole un esiguo 38% di punti.
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
11:32 AM
2
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
SEC Madrid 2006, Day 1: spettacolo senza equilibro?
Il Master è spettacolo per definizione, la cornice del caldo pubblico madrileno rappresenta un ulteriore fattore di spettacolo. Ma, dopo la conclusione della prima giornata della kermesse che vede impegnata l’elite del tennis femminile mondiale, possiamo sicuramente affermare (con qualche rimpianto?) che nei tre match disputati è mancato un sostanziale equilibrio. Ci può essere spettacolo senza equilibrio? Pemulis ha qualche dubbio a riguardo. E non solo perche’ a volte lo spettacolo può essere anche noiosetto, ma soprattutto perche’ lo spettacolo e’ dimostrazione di talento e bravura, e’ quella capacita’ che trascina il pubblico e suscita notevoli impressioni emotive. Tutto questo, a volte, prescinde dall’equilibrio, dalla presenza di forze contrapposte che si compensano fino quasi ad annullarsi reciprocamente. Ma non in tutti i casi.
Ma, torniamo al tennis giocato e proviamo ad analizzare quanto e’ accaduto nell’arena di Madrid: 3 partite disputate, per un totale di sette set, di cui solo uno in equilibrio (il tie-break vinto da Martina su Justine), un equilibrio strano perche’ frutto di una rimonta (Justine era avanti 6-2 5-2), nessun match che supera le due ore di gioco.
Pubblicato da
Michael_Pemulis
alle
11:20 AM
0
commenti
Etichette: WTA Masters Cup 2006
Terza di Copertina.
In questo reportage, che è un viaggio picaresco nel nordamerica, intorno al "vuoto" dello showbiz, l'autore alterna con grande potenza espressiva cronache sportive esilaranti, pagine di letteratura minimalista, storie surreali, incubi metropolitani abitati da personaggi dai nomi improbabili e aneddoti irresistibili; e lo fa utilizzando una vasta gamma di registri, che vanno dal comico al noir. Ne risulta un inno sghembo al tennis e alla vita in generale, che fa' di Ricaldi, la "next big thing" del panorama letterario mediterraneo.